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lunedì 7 giugno 2010

Stephen King e Batman: Il Re e il Pipistrello


Nel 1986, in occasione del n. 400 di Batman c'era bisogno di un'introduzione particolare, anzi eccellente. Le due pagine commemorative dell'evento vennero affidate a Stephen King, lo scrittore noto come "Il Re del Terrore" (anche se personalmente trovo riduttiva la definizione). All'epoca King aveva da poco pubblicato il mastodontico "It" ed era già un star della letteratura di genere con nel curriculum titoli quali L'Ombra dello Scorpione e Shining.
A distanza di 25 anni quelle due pagine di introduzione sono ancora uno dei migliori compendi alla comprensione del personaggio, al suo mito e alla sua capacità di essere un (super)eroe eterno.
Nel corso della mia collaborazione con le edizioni italiane di Batman ho cercato più volte di "infilare" quelle due pagine in qualche rubrica redazionale ma, per un motivo o per un altro, non mi è stato possibile. Vorrei proporle qui in versione integrale ma il copyright me lo impedisce.
Mi limito a tradurre e citare un paio di passaggi e poi, se ne avete voglia e masticate un minimo d'inglese, provate a recuperare l'albo originale in qualche sito specializzato.
Ed ora, la parola al Re:
"Anche se oggi Batman ha la sua testata è all'albo di "Detective Comics" che io associo e continuo ad associare il personaggio. Lui era veramente un detective, senza i superpoteri e senza l'apparente immortalità, a lui negatagli, di quei moderni dei dell'Olimpo che sono i supereroi, lui doveva essere un detective...
...E poi... c'è un'altra cosa. Forse la vera ragione per la quale Batman aveva per me molto più fascino degli altri eroi. In lui c'era qualcosa di sinistro.
Proprio così. Avete sentito bene. Di sinistro... Batman era una creatura della notte."

sabato 29 maggio 2010

Tempo di Mondiali # 1: Batman e il Calcio



L'abbinamento tra il mondo di Batman e quello del Calcio non è certo immediato ma può comunque riservare delle sorprese, ad iniziare dalla gloriosa serie di Batman pubblicata dalla Mondadori dal 1966 al 1970 e durata 85 albi.
Nel 1968 la testata iniziò a proporre, con tanto di strillo in copertina, le immagini delle squadre di Serie A disegnate da artisti nostrani. Le immagini erano "da ritagliare" e chi lo faceva deturpava irrimediabilmente l'albo e la storia in barba a qualsiasi criterio collezionistico. Sempre nei numeri di fine anni 60 sono apparse anche delle ministorie dedicate ad alcuni campioni quali Sergio Anastasi o Gigi Riva, completamente slegate dal contesto supereroistico ma considerate dall'editore appetibili dal pubblico giovane, ingenuo e spensierato che all'epoca acquistava i fumetti. Se quindi il Batman "italiano" si è in qualche modo avvicinato al nostro sport nazionale la cosa, tutto sommato, è meno strana di quanto si possa pensare.
Più curiosa, e interessante per gli appassionati del personaggio, è la presenza del Calcio, anzi del Soccer, in una storia di Batman, quella apparsa sul n. 275 del mensile originale americano. Scritta da David V. Reed per i disegni di Ernie Chua, vede Batman (nei panni di Bruce Wayne) assistere a una partita di pallone insieme al suo maggiordomo inglese Alfred che tenta di spiegargli regole e dimensioni del campo.
Ma Batman/Bruce Wayne lo interrompe quasi bruscamente con queste parole: "Alfred, ti ho invitato qui perché questo è il tuo sport nazionale... ma per favore non tenermi la lezione... Io al College giocavo al Calcio!".
E quindi chi pensava a un giovane Batman campione di football americano o di baseball dovrà ricredersi.

Tra gangster e banditi il campo di calcio diverrà un terreno di lotta contro il crimine, riassunte nella copertina con un Batman insolito portiere. Ed è stato proprio un portiere, Pino Tagliatela, difensore dei pali del Napoli dal 1994 al 1999 ad essere soprannominato "Batman" dai tifosi e, quindi, il cerchio si chiude.
Anzi ancora no. Per la cronaca la Roma ritratta in stile comics su Batman n. 53 era questa: Santarini, Cordova, Bet, Sirena, Taccola, Cappelli. In ginocchio: Ferrari, salvori, Pizzaballa, D'Amato, Peirò.

mercoledì 19 maggio 2010

Batman e Sun Ra: Il Disco


Sun Ra (1914-1993) non è uno dei nemici di Batman ma, come molti sanno, è un jazzista tra i più controversi della storia della musica. Amato ed odiato in pari misura dagli appassionati, da alcuni considerato un bluff totale e da altri un genio. Aldilà dei suoi messaggi spiazzanti come il definirsi originario di Saturno, o l' essere seguace di varie filosofie che miscelavano religione egizia, fantascienza, la cabala e i Rosacroce è stato comunque un pioniere del jazz moderno. Fondatore dell'Arkestra, una band di oltre 40 elementi con al seguito ballerine e mangiatori di fuoco ha inciso oltre 200 dischi. E tra tutti questi dischi c'è n'è uno molto particolare, pubblicato nel 1966 sotto lo pseudonimo di The Sensational Guitars of Dan and Dale e intitolato Batman and Robin. Il disco, prodotto dalla Tifton Records, era originariamente destinato ai ragazzini ma la band, oltre a Sun Ra, presentava fior di musicisti come il secondo tastierista Al Kooper e la tromba di Jimmy Owens. Siamo di fronte a un children jazz tutt'altro che banale, con spunti beat e rhythm & blues con l'organo di Sun Ra che nella cover del tema di Batman vale da solo la ricerca del disco. Batman and Robin è stato ristampato in cd nel 2001 ma la reperibilità in Italia è pressoché impossibile, però con un pò di pazienza lo si può trovare in rete, magari qui dove è possibile ascoltare qualche clip in anteprima.
All'interno ci sono delle splendide immagini di Batman realizzate da Neal Adams, uno dei migliori disegnatori del personaggio creato da Bob Kane.

mercoledì 12 maggio 2010

Batman a New York



In molti, forse tutti quelli che leggono questo blog, sanno che Gotham City è la città di Batman e che la stessa Gotham è una interpretazione fantasiosa di New York. Qualcuno in meno forse sa che il rapporto tra Batman e la vera New York è molto più stretto. A prescindere dal fatto storico della creazione del personaggio ad opera del disegnatore newyorchese Bob Kane (1915-1998) coudiuvato dallo sceneggiatore del Bronx Bill Finger (1914-1974, Batman ha iniziato a vivere le sue avventure proprio a New York, quando debuttò sul n. 27 di Detective Comics nel maggio del 1939. Da quella data sino all’uscita del n. 4 di Batman avvenuta nell’inverno del 1941 il Pipistrello saltava sui tetti della Grande Mela e il suo alter ego Bruce Wayne girava per la downtown di Manhattan con il cappotto di cammello e tanto di pipa. La fase esplosiva della crescita architettonica della città aveva da poco raggiunto il suo apice, l’art deco aveva fatto la sua comparsa in grattacieli come il Chrysler Building o lo stesso Empire State Building e anche se il tratto di Kane non si sofferma molto sull’estetica urbana privilegiando azione e personaggi si respira ugualmente l’atmosfera della città di quegli anni. L’omaggio a New York si consacra nel n. 2 di New York World’s Fair Comics del 1939 quando Batman e Robin vivono un’avventura ambientata in quella che fu una delle esposizioni internazionali più importanti della storia, dove vennero presentate invenzioni che avrebbero cambiato la vita quotidiana dei cittadini americani e del mondo. Mancava poco alla scomparsa di New York dalla pagine di Batman ma quella scomparsa non fu definitiva.
Nel 1966 venne distribuita sui voli della PanAm provenienti dall’Europa una guida di New York molto particolare, destinata ai ragazzini e presentata proprio da Batman e Robin e il suo creatore Bob Kane.
Oltre alle mete turistiche più ovvie nella guida c’è anche una tappa allo studio di Bob, che illustra agli ipotetici visitatori come si creano i personaggi dei fumetti. Oggi questa guida è un pezzo da collezione per i tanti fan delle memorabilia dell’Uomo Pipistrello.

In tempi più recenti Batman è tornato a New York nel 1994 in una delle storie più attese e peggio riuscite della storia del fumetto supereroistico. Uno dei migliori narratori di Batman, Frank Miller, e il disegnatore Todd McFarlane, famoso per il suo Spawn, uniscono le forze per far incontrare i personaggi in una vicenda ambientata a New York (Spawn vs. Batman, Image Comics). La storia è convulsa, i disegni brillanti ma senza anima, i due autori sembrano solo impegnati a rispettare l’accordo nato per far uscire un fumetto in grado di vendere centinaia di migliaia di copie. Sarà stato anche così ma l’albo finisce presto nel dimenticatoio, venduto dalle fumetterie nello scatolone delle occasioni.
Questo ritorno di Batman a New York è un ritorno deludente anche sotto l’aspetto grafico della città le cui immagini avrebbero potuto riscattare magari la noia generale di questa avventura.
Qualche anno dopo, nel 2000, Batman torna ancora nella city per incontrare Devil nella storia King of New York scritta da Alan Grant e disegnata da Eduardo Barreto. Il risultato è migliore del precedente crossover con Spawn. Grant è uno scrittore d'esperienza, aldilà delle mode e la storia ne guadagna e anche la città fa la sua figura...

domenica 9 maggio 2010

Comics Jazz e Fumetti Gietz



Se Batman è Jazz Piero Umiliani è Gietz!.
Il jazz di rado è raccontato a fumetti, ma di rado non significa mai.
Nel 1995 uscì la miniserie Batman:Jazz scritta da Gerard Jones e disegnata da Mark Badger, pubblicata in Italia dalla casa editrice dove io collaboravo in quegli anni, la PlayPress, nel n. 17 della serie Le Leggende del Cavaliere Oscuro. La storia narra del ritorno dopo quaranta anni di un jazzista ritenuto scomparso (molto simile a Charlie Parker) ed è un pretesto per far calare Batman in una realtà di vecchi - e poveri - jazzisti, di spacciatori e gangster da strapazzo. I vecchi jazzmen raccontano le loro vite e, nello stesso tempo, raccontano il jazz. La vicenda è molto poco supereroistica, il cattivo si intuisce subito, ma poco importa. I disegni sono cupi, fumosi, come i locali dove si esibiva il protagonista.
Oggi, dopo quindici anni, il jazz torna nei fumetti e si trasforma in un più italiano Gietz! grazie ad Hannes Pasqualini e Andrea Campanella che hanno pubblicato questa graphic novel per la Tunuè edizioni.
Il protagonista è Nicola Bertini che con la sua tromba ci racconta la nascita del jazz in Italia insieme ad altri "eroi" tra cui Piero Umiliani. Abbiamo collaborato con piacere con questi ragazzi, autori di una storia romantica e recitata, dove la musica non si ascolta ma arriva lo stesso. Se poi volete proprio ascoltarla c'è il book trailer sulle note di Ritorno da Marte uno dei brani jazz più belli di Piero Umiliani, registrato nel 1958.